Mutuo con contratto a tempo determinato
Si può chiedere un mutuo con contratto a tempo determinato: conta che tu riesca a restituire il prestito nel tempo. Se il lavoro non è stabile, però, la banca può richiedere una garanzia aggiuntiva.
- Chi può chiedere il mutuo
- Chiunque può, purché dimostri di poter restituire il prestito
- Una rata ragionevole
- Al massimo un terzodel reddito disponibile: lo indica Banca d'Italia
- Garanzia usata di frequente
- Fideiussione, con la firma di un'altra persona
- La garanzia Consap
- 50 %della quota capitale, e 80 % in alcuni casi

Mutuo con contratto a tempo determinato: si può avere?
Sì. Ognuno può chiedere un mutuo, purché dimostri di poterlo restituire nel tempo. Non ti esclude, in partenza, il tipo di contratto.
Il controllo prende il nome di merito creditizio: la banca esamina reddito, patrimonio e garanzie. Il punto delicato, con un contratto a termine, riguarda il reddito: che cosa accade quando il contratto scade.
Perciò la banca può richiedere una garanzia aggiuntiva rispetto all'ipoteca. Un caso citato da Banca d'Italia riguarda le persone senza un lavoro stabile.
Fonte: Il mutuo ipotecario in parole semplici, Banca d'Italia
Mutuo precari: quando serve un garante?
Oltre all'ipoteca, la banca può chiedere altre garanzie se il lavoro non è stabile, se il reddito è basso rispetto alla rata o se la richiesta supera l'80 % del valore della casa.
La fideiussione, garanzia fra le più diffuse, la sottoscrive una persona diversa da te. Per la restituzione dell'intero mutuo risponde il garante, con tutto il suo patrimonio.
Se si sommano più condizioni, per esempio un contratto a termine e un anticipo ridotto, aspettati che il garante venga richiesto dalla banca.
Per i lavoratori con contratto a termine, il Fondo Consap è un aiuto?
Il Fondo può aiutare chi rientra nelle sue categorie, per esempio chi ha meno di 36 anni o chi appartiene a una giovane coppia. Il mutuo va destinato all'acquisto della tua abitazione principale, con un tetto di 250.000 €.
Sulla quota capitale, la garanzia di base dello Stato copre il 50 %. Le banche aderenti si impegnano a non richiedere altre garanzie non assicurative oltre l'ipoteca e la garanzia pubblica.
La garanzia, però, non impone alla banca di concederti il mutuo. Una volta esaminato il tuo reddito, la decisione resta alla banca.
La fonte è Consap, Fondo Prima Casa
Con il tuo stipendio, quanto mutuo puoi chiedere?
Un terzo del reddito disponibile è, per Banca d'Italia, il tetto ragionevole per la rata. Con 1.600 € netti al mese, la rata si colloca sotto circa 533 €.
Con il tasso del 3,5 % e una durata di 25 anni, la rata indicata regge un mutuo di circa 106.500 €. L'altro limite riguarda la casa, dove il prestito arriva di solito fino all'80 % di quanto vale l'immobile secondo la perizia.
Se il contratto è a termine, conviene restare sotto il massimo. La rata regge così anche se qualche mese separa un contratto dall'altro.
Se sei dipendente a termine, quali documenti prepari?
Le procedure cambiano da banca a banca, ma per un dipendente i documenti sul reddito sono di solito quelli qui elencati. Nel foglio informativo trovi l'elenco esatto e i termini per consegnarlo.
- Una dichiarazione del datore di lavoro che attesta l'anzianità di servizio.
- L'ultima busta paga, almeno.
- Il modello CU, in alternativa il 730 o ancora il modello Redditi.
- I documenti dell'immobile, per esempio il compromesso e la planimetria.
Con il tuo importo, quanto pagheresti ogni mese?
Calcola la rataLe domande frequenti
La banca può negare il mutuo per il fatto che il contratto sia a termine?
Sì, spetta alla banca decidere dopo aver valutato il merito creditizio. Puoi rivolgerti a più banche e mettere a confronto le offerte tramite il PIES, che è il prospetto europeo che ciascuna ti deve consegnare.
È obbligatorio avere un garante?
No. La risposta dipende dalla banca e da reddito, anticipo e importo. La banca può chiedere il garante come garanzia quando il lavoro non è stabile.
Sostituisce il garante la garanzia Consap?
Di fatto sì, se sono banche aderenti: l'impegno riguarda il non chiedere altre garanzie non assicurative, oltre a ipoteca e garanzia pubblica.