Mutuo tasso variabile oggi
Un mutuo a tasso variabile, al giorno d'oggi, si apre di solito con un tasso iniziale più contenuto rispetto a un mutuo fisso della stessa lunghezza. Il rovescio della medaglia: la rata può mutare nel tempo, perché dipende da un parametro dettato dai mercati. Prima di decidere ti conviene capire tre cose: che cosa fa salire e scendere il tasso, quanto può crescere l'importo della rata e chi stabilisce la parte di tasso che spetta alla banca.
- Euribor 3 mesi
- 2,635 %media di settembre 2026
- Euribor 1 mese
- 2,414 %media di settembre 2026
- Fisso oltre 10 anni
- 3,60 %media di agosto 2026
Al 3,37 %, un mutuo di 150.000 € in 25 anni ha una rata di 740,52 € al mese e 72.155 € di interessi in tutto. Calcola la tua rata
TAN medio dei nuovi mutui a tasso variabile mese per mese
| Mese | Variabile medio | Variazione sul mese prima |
|---|---|---|
| agosto 2026 | 3,37 % | +0,38 punti |
| luglio 2026 | 2,99 % | −0,05 punti |
| giugno 2026 | 3,04 % | −0,02 punti |
| maggio 2026 | 3,06 % | −0,02 punti |
| aprile 2026 | 3,08 % | +0,03 punti |
| marzo 2026 | 3,05 % | −0,03 punti |
| febbraio 2026 | 3,08 % | 0,00 punti |
| gennaio 2026 | 3,08 % | −0,13 punti |
| dicembre 2025 | 3,21 % | +0,11 punti |
| novembre 2025 | 3,10 % | +0,02 punti |
| ottobre 2025 | 3,08 % | −0,02 punti |
| settembre 2025 | 3,10 % | −0,13 punti |
| agosto 2025 | 3,23 % | +0,16 punti |
| luglio 2025 | 3,07 % | −0,25 punti |
| giugno 2025 | 3,32 % | −0,11 punti |
| maggio 2025 | 3,43 % | −0,11 punti |
| aprile 2025 | 3,54 % | −0,19 punti |
| marzo 2025 | 3,73 % | −0,09 punti |
| febbraio 2025 | 3,82 % | +0,42 punti |
| gennaio 2025 | 3,40 % | −0,81 punti |
| dicembre 2024 | 4,21 % | −0,13 punti |
| novembre 2024 | 4,34 % | −0,18 punti |
| ottobre 2024 | 4,52 % | +0,01 punti |
| settembre 2024 | 4,51 % |
Come funziona un mutuo tasso variabile?
Per tutta la durata del mutuo, il tasso può cambiare. A date concordate viene ricalcolato seguendo un parametro di mercato, come chiarisce la guida della Banca d'Italia.
Il parametro in questione è l'Euribor o il tasso ufficiale della BCE. Sta al contratto indicare quale dei due usa la banca, e con quale frequenza il tasso viene aggiornato.
Con la stessa durata, il mutuo variabile parte da un tasso più basso del fisso. Il suo limite è che il tasso può salire parecchio, e di conseguenza sale anche la rata.
Fonte: guida della Banca d'Italia
Il tasso variabile di oggi: da dove arriva la media
Il valore medio che circola viene dalla BCE, che ogni mese rileva i tassi applicati ai nuovi mutui casa stipulati in Italia. La serie ufficiale raccoglie insieme i mutui a tasso davvero variabile e quelli con tasso fermo per massimo un anno.
Si tratta di un tasso annuo concordato, dunque del solo interesse, senza i costi del mutuo. Perciò la media ti dà una fotografia del mercato, ma non coincide con quanto spenderai davvero tu.
Fonte: serie ufficiale
Spread mutuo e indice: i due pezzi del tasso
Il tasso applicato si ottiene sommando un indice e uno spread. Secondo il glossario della Banca d'Italia, lo spread corrisponde alla differenza fra il tasso applicato al tuo mutuo e il parametro di riferimento del mercato.
Un esempio con numeri inventati chiarisce il meccanismo. Con indice al 2 % e spread dell'1 %, il tasso finale è del 3 %.
L'indice si muove insieme al mercato ed è uguale per tutti. Lo spread, invece, lo decide la banca e resta indicato nel contratto: fra due proposte con lo stesso indice, è lui a fare la differenza.
Quanto può crescere la rata se il tasso aumenta?
Quando i tassi salgono, i mutui con durata più lunga ne risentono maggiormente, come segnala la Banca d'Italia. Il ragionamento è lineare: il debito resta elevato per più anni e l'aumento grava per un periodo più esteso.
Ecco un esempio con cifre ipotetiche, non tratte dal mercato. Capitale di 120.000 €, tasso iniziale del 3 % che cresce di 1 punto, arrivando al 4 %.
Nel caso dei 20 anni, la rata passa da circa 666 € a circa 727 € al mese. Nel caso dei 30 anni la rata iniziale parte più bassa, ma con lo stesso rialzo passa da circa 506 € a circa 573 € al mese, quindi in proporzione cresce ancora di più.
Quando metti a confronto una rata variabile e una fissa, ti conviene chiederti non soltanto quanto costa adesso, ma quanto ti costerebbe se il tasso salisse di un punto.
- Vent'anni, pari a 240 rate: Pagamento al 3 % circa 666 €, Pagamento al 4 % circa 727 €, Variazione circa 9 %
- Trenta anni, pari a 360 rate: Pagamento al 3 % circa 506 €, Pagamento al 4 % circa 573 €, Variazione circa 13 %
Fonte: Banca d'Italia
Tasso iniziale, tasso a regime e rata costante
Ci sono offerte che aprono con un tasso di ingresso, più basso, valido soltanto per i primi mesi. In seguito subentra il tasso a regime, quello che vale per il resto della durata, e la guida della Banca d'Italia ricorda che fra i due valori la differenza può essere notevole.
Per questo la prima rata mostrata può trarre in inganno. Occhio sempre al tasso a regime, perché è su quello che farai i conti per anni.
C'è anche la variante a rata costante. Se il tasso sale, l'importo della rata resta identico: si allunga soltanto il numero delle rate, e quindi il mutuo termina più avanti nel tempo, come spiega la Banca d'Italia. È una soluzione comoda se desideri una rata prevedibile ogni mese, tenendo presente però che la scadenza del mutuo può slittare.