Mutuo con partita IVA
Chi non ha busta paga può comunque ottenere il mutuo partita IVA: la banca legge le tue dichiarazioni dei redditi più recenti e guarda quanto sono stabili nel tempo.
- Il documento chiave
- Le dichiarazioni dei redditi,le ultime presentate
- Una rata ragionevole
- Banca d'Italia: al massimo un terzodel reddito disponibile.
- La soglia del forfettario
- Ricavi o compensi annui: 85.000 €
- L'importo di regola
- Il tetto massimo: 80 %del valore di perizia

Mutuo partita IVA: come si ottiene?
Un mutuo può chiederlo chiunque, dimostrando di poterlo restituire nel tempo. La regola riguarda sia i dipendenti sia chi opera con la partita IVA.
Reddito, patrimonio e garanzie sono gli elementi che la banca controlla. La verifica ha un nome preciso: il merito creditizio. Il punto delicato per un autonomo? Il reddito cambia di anno in anno.
Perciò la banca non si limita a un solo anno favorevole. Confronta più dichiarazioni, per capire se l'attività resta solida pure negli anni più deboli.
La fonte è Il mutuo ipotecario in parole semplici, Banca d'Italia.
Mutuo lavoratori autonomi: i documenti da preparare
Le procedure cambiano da banca a banca, ma la lista di base resta simile ovunque. Sul numero di dichiarazioni necessarie decide la banca, quindi informati subito.
Nel foglio informativo del mutuo devono essere indicati i documenti necessari e i termini per consegnarli.
- Le dichiarazioni dei redditi presentate più di recente.
- Se hai un'impresa, serve la certificazione della Camera di Commercio.
- Se sei un libero professionista, l'attestato di iscrizione all'albo.
- I documenti della casa, per esempio il compromesso e la planimetria.
Mutuo forfettario: quale reddito conta per la banca?
Con il regime forfettario il reddito non è uguale a quello che incassi. Il reddito si ottiene dai ricavi moltiplicati per un coefficiente di redditività. Il coefficiente è fissato per ogni tipo di attività.
I contributi previdenziali obbligatori si tolgono da quel reddito. Sul risultato paghi una sola imposta del 15 %: nei primi cinque anni scende al 5 %, se hai i requisiti.
Nel regime rientra chi l'anno precedente non ha superato 85.000 € per ricavi o compensi. Conviene presentare alla banca gli incassi e il reddito imponibile che compare in dichiarazione.
Fonte: Agenzia delle Entrate, che cos'è il regime forfetario
Quale importo di mutuo puoi chiedere con la partita IVA?
Ci sono due limiti che lavorano insieme. Sul lato della casa, di solito la banca concede fino all'80 % del valore indicato dalla perizia.
Riguarda te il secondo punto: è ragionevole che la rata non vada oltre un terzo del reddito a tua disposizione. Con un reddito netto annuo di 30.000 €, il reddito mensile è 2.500 € e la rata è di circa 833 €.
Con entrate che variano, fai il conto sull'anno più scarso tra quelli recenti. Così facendo la rata resta sostenibile anche se il lavoro rallenta.
Con il tuo importo, quanto pagheresti ogni mese?
Calcola la rataLe domande frequenti
È possibile avere un mutuo con la partita IVA aperta da poco?
Dipende dalla banca: con poche dichiarazioni, valutare il reddito è difficile. La banca può allora chiedere garanzie aggiuntive, per esempio una fideiussione.
Un forfettario può chiedere un mutuo?
Sì, si può. È il reddito imponibile della dichiarazione a interessare la banca, ottenuto moltiplicando i ricavi per il coefficiente della tua attività e togliendo i contributi.
Il mutuo libero professionista richiede documenti aggiuntivi?
Sì, di solito la banca chiede, oltre alle dichiarazioni dei redditi, l'attestato di iscrizione all'albo professionale.
Quante dichiarazioni dei redditi servono per ottenere il mutuo?
La legge non fissa un numero. La Banca d'Italia indica le dichiarazioni più recenti; il numero esatto è indicato nel foglio informativo della banca.